sabato 31 dicembre 2011

Brunori Sas alla Festa dei Popoli

28 dicembre 2011 ROSARNO – L’Amministrazione Comunale di Rosarno, in occasione delle feste natalizie, ha organizzato la seconda edizione della “Festa dei Popoli”, che si svolgerà sabato 7 Gennaio 2012, alle ore 20,30, in Piazza Duomo. La manifestazione, nata lo scorso anno, si prefigge lo scopo di sensibilizzare le popolazioni locali verso il fenomeno migranti, «considerandolo una risorsa e non un problema». L’assessore alle Politiche Giovanili Francesco Bonelli ha fatto sapere che «alla serata parteciperanno tutte le Associazioni di volontariato (socio- culturali e parrocchiali) della città, che si attiveranno, allestendo appositi stand, nella distribuzione di dolci e prodotti tipici». Il tutto sarà allietato dal concerto di Brunori Sas, «cantautore emergente tra i più promettenti in circolazione – ha proseguito il membro di Giunta –  il cui album “Vol.Uno” è stato eletto miglior esordio del 2009 secondo la giuria del Premio Ciampi e vincitore del Premio Tenco nel 2010 come “miglior autore emergente”». Nell’ultimo album del cantautore calabro, “Poveri Cristi”, «ci sono la forza delle sintesi, la centralità delle parole e l’immediatezza delle melodie a stendere qualsiasi forma di pregiudizio circa un’ipotetica estinzione della cosiddetta buona musica leggera». Francesco Comandè

giovedì 29 dicembre 2011

A Rosarno il Servizio agricolo e l’Ufficio agricolo territoriale

ROSARNO – Saranno attivati a Rosarno, grazie all’impegno dell’assessore provinciale (con delega all’Agricoltura) Gaetano Rao, gli sportelli del “Servizio agricolo” e dell’“Ufficio agricolo territoriale”. La convenzione con la quale vengono concessi gratuitamente, alla Provincia di Reggio Calabria, i locali (di proprietà del comune) di via Margherita, è stata infatti approvata dalla Giunta comunale presieduta dal primo cittadino Elisabetta Tripodi e dal segretario generale Maria Alati. Nella delibera si legge che il servizio  «sarebbe di grande aiuto agli operatori agricoli medmei». L’immobile, individuato dagli amministratori locali e messo a disposizione della Provincia in comodato d’uso gratuito, è quello della centralissima «via Margherita, già in uso alla scuola media “Scopelliti”» prima che quest’ultima venisse trasferita nella nuova sede di Via Nazionale Nord». I tecnici provinciali, dopo aver visitato i locali in questione, hanno espresso parere favorevole all’alletimento degli uffici, «previo adeguamento e ristrutturazione degli stessi, a totale carico della Provincia». Francesco Comande'

lunedì 26 dicembre 2011

con i ragazzi diversamente abili


Rosarno: “Aspettando il Natale” 24 dicembre 2011

ROSARNO – “Aspettando il Natale”, è il nome dato alla cena offerta dall’amministrazione comunale di Rosarno a tutti i ragazzi diversamente abili (ed alle loro famiglie)  che si è svolta, in occasione delle festività, giovedì 22 dicembre. Tre ore all’insegna della serenità, della pace e soprattutto della solidarietà verso le fasce più deboli.
L’iniziativa, alla quale hanno partecipato, oltre a tutti i membri di Giunta, anche il presidente del civico consesso ed alcuni consiglieri di maggioranza, è stata curata in ogni dettaglio da Toni Ascone, capogruppo “Udc” con delega alle “Politiche Sociali”. «Visti i problemi quotidiani ai quali sono sottoposte le famiglie di questi meravigliosi ragazzi – ha spiegato Ascone – abbiamo pensato fosse giusto allietarli con questa festa, che, oltre ad arricchire tutti noi, è nata con lo scopo di regalare loro delle ore spensierate nelle quali svagarsi e socializzare».
Per l’organizzazione, molto importante è stato il contributo dgli Istituti  scolastici e quello di alcune associazioni cittadine, che hanno gentilmente fornito, agli amministratori, gli elenchi di tutti i bambini diversamente abili presenti in città. La serata è stata allietata da un gruppo di animatori che, con l’aiuto di “Babbo Natale”, hanno portato gioia ed allegria sui volti di tutti i commensali, coinvolti, tra l’altro in simpatici sketch, karaoke e tombolata.
La serata si è conclusa, oltre che col taglio della torta e la consegna di alcuni doni ai più piccoli, con l’appello di una madre che, dopo aver ringraziato l’amministrazione «ed in particolare Toni Ascone», ha cercato di sintetizzare le speranze di tutti i genitori presenti: «ciò di cui i nostri figli hanno bisogno è un centro che li accolga quotidianamente e che dia loro la possibilità di confrontarsi con i ragazzi normodotati – ha chiosato la donna – vorremmo che queste cene prenatalizie non fossero eventi “straordinari”». La richiesta è stata bene accolta dal sindaco Elisabetta Tripodi, alla quale i genitori hanno fatto appello dopo «aver riscontrato molta disponibilità ed interesse sul problema»
Francesco Comandè

venerdì 16 dicembre 2011

Solidarietà al Senegal


Il Partito Democratico Rosarnese esprime la propria solidarietà e quella dei suoi iscritti per gli atti criminali e razzisti compiuti contro la comunità Senegalese a Firenze. Siamo sicuriche tutte le energie positive, che credono nella costruzione di una città e di un Paese della convivenza e della solidarietà, si mobilitino unite per fare barriera contro l'inciviltà, il razzismo e l'intolleranza. Ci uniamo al dolore delle famiglie delle persone uccise e ferite in quella tragica giornata. Il loro dolore è il dolore anche della nostra comunità.

PARTITO DEMOCRATICO ROSARNO

Solidarietà alla comunità Senegalese


Rosarno (Reggio Calabria).
Il Sindaco e l'Amministrazione Comunale esprimono sentite condoglianze e le estendono alla comunità senegalese.
Vi siamo vicini e continueremo la nostra battaglia contro ogni forma di razzismo.

mercoledì 14 dicembre 2011

interculturalita' e' convivenza


festival 'A nord Tangeri',


l'iniziativa costituisce una proficua occasione per mettere in evidenza il valore dell'interculturalita', non disgiunto da una efficace politica di integrazione e solidarieta', grazie a cui e' possibile creare le condizione migliore per la pacifica convivenza dei popoli. Il festival 'A Nord di Tangeri' parte dal presupposto che se alla contrapposizione nord/sud si sostituisce una circolarita' dell'area mediterranea, nella quale consentire lo scambio di saperi e culture comuni, e' possibile immaginare e realizzare un nuovo modo di approcciarsi allo sviluppo, tenendo conto della vocazione naturale di un territorio o di un'area geografica e culturale.

martedì 13 dicembre 2011

"Agghiacciante"


Il sindaco di Rosarno risponde ai consiglieri di “Grande Sud”
13 dicembre 2011

Elisabetta Tripodi
ROSARNO – Il primo cittadino di Rosarno, Elisabetta Tripodi, ha risposto, con un documento protocollato ed inviato al gruppo consiliare di minoranza “Grande Sud”, alla nota «conosciuta a mezzo stampa e mai ricevuta personalmente», pubblicata da alcuni quotidiani locali «in data 30/11/2011», nella quale si parlava di una città «a rischio ed invivibile», a causa di alcuni fattori pericolosi, primo fra tutti «l’invasione degli extracomunitari, che vivono in condizioni disumane, sperando di poter lavorare per la raccolta degli agrumi».
I consiglieri di minoranza, oltre al primo cittadino, attaccavano anche la Regione Calabria, rea di aver adottato «misure che risultano essere insufficienti» per l’emergenza immigrazione. L’attenzione era stata poi spostata «sulla crisi economica e lavorativa» in cui versano i cittadini, aggravata, secondo i membri di “Grande Sud”, «dai recenti sequestri, che hanno eliminato l’economia sommersa che fungeva parzialmente da ammortizzatore per diverse persone».
La nota si chiudeva  con l’esortazione a convocare «un tavolo istituzionale presso la Prefettura, per evitare che vi potessero essere delle conseguenze gravi ed irreparabili come già accaduto in passato».
«L’amministrazione comunale da me guidata dal 13/01/2011 – ha risposto la Tripodi – in relazione alle problematiche connesse alla presenza della criminalità e non, ha dimostrato un’attenzione particolare, adottando una serie di iniziative quali: la costituzione di parte civile nei processi di ‘ndrangheta, il sostegno delle attività scolastiche atte a stimolare nei giovani il rispetto delle regole ed i principi di legalità, il protocollo d’intesa con il Museo della ‘Ndrangheta volto a queste attività», essendosi consolidata la consapevolezza che «solamente attraverso le nuove generazioni si può sperare in un riscatto ed in un vero cambiamento sostanziale e non di facciata»
Proprio in virtù di ciò, ha proseguito l’amministratrice, «alcuni passaggi della nota del 30 novembre scorso, mai inviata alla sottoscritta, mi sono apparsi “agghiaccianti”», in quanto «per un gruppo consiliare che ha a cuore la sicurezza dei cittadini, giustificare l’omertà e la mancata denuncia di reati, per una presunta inutilità, credo sia gravissimo. Chi ha responsabilità di qualunque tipo e rappresenta i cittadini – ammonisce il sindaco medmeo – non può essere disfattista, non può “tra le righe” criticare i sequestri attuati dalla magistratura, perché alla fine hanno eliminato un’economia sommersa».
Questo il punto che sembra aver maggiormente urtato la sensibilità della Tripodi, la quale, insieme ai membri della sua giunta, ha fin da subito fatto capire che tipo di governo attuare in città: «non vi siete chiesti perché l’economia di Rosarno (agricola e commerciale) è in grave crisi? La criminalità organizzata non ha nessuna colpa in tutto ciò? O le responsabilità sono della magistratura?»
Ricordando, infine, che già dal 4 novembre scorso un tavolo istituzionale sulle problematiche connesse all’arrivo dei lavoratori stagionali extracomunitari sul territorio è attivo presso la Prefettura di Reggio Calabria e che «non c’è nessuna sottovalutazione del fenomeno né trascuratezza o ritardi da parte del Comune, che responsabilmente e senza amplificare il problema, ha comunicato dal 23/11/2011, la situazione degli arrivi e l’impossibilità di fare fronte con le sole proprie forze ai numeri, disponendo l’apertura del campo d’accoglienza per la metà di dicembre».
Elisabetta Tripodi ha concluso invitando i consiglieri di “Grande Sud” ad essere più pragmatici e propositivi: «non sono abituata a tacere, ma sono soprattutto abituata a far seguire i fatti alle parole, penso sia più importante che lanciare proclami ed invettive sempre e comunque, quando invece la nostra Città avrebbe bisogno di uno sforzo congiunto, per risolvere i mali che l’affliggono».
Francesco Comandè

mercoledì 7 dicembre 2011

Emergenza Immigrazione



7 dicembre 2011 

Bonelli, Tripodi, Fabrizio, De Maria
ROSARNO – Il primo cittadino di Rosarno, durante una  conferenza stampa svoltasi stamattina presso palazzo “S. Giovanni”, ha chiesto formalmente «l’ausilio di tutte le Istituzioni competenti per dare un’accoglienza dignitosa ai circa 1000 migranti africani che si trovano “provvisoriamente” sul territorio medmeo». L’amministratrice ha inoltre auspicato che si evitino «i gratuiti ed allarmanti proclami populisti che potrebbero scaturire in episodi allarmanti per l’ordine pubblico», visto che la situazione, grazie anche alla mediazione dei sindacati e delle associazioni di volontariato presenti in città, risulta essere ampiamente sotto controllo.
La donna, affiancata da tutta la giunta comunale, precisando di non aver ricevuto “interrogazioni formali” da parte di partiti politici cittadini (riferendosi a “Fli” e “Grande sud”), ma di aver semplicemente letto dei proclami a mezzo stampa, ha spiegato che già lo scorso 4 ottobre aveva preso parte ad una tavola rotonda, tenutosi in Prefettura, per discutere della «programmazione delle misure da adottare per fronteggiare, sul versante dell’accoglienza, l’arrivo dei migranti sul territorio di Rosarno per la stagione agrumicola».
Durante la conferenza stampa, la Tripodi ha inoltre reso pubblico il contenuto di una raccomandata indirizzata, in data 23 novembre, al Prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varatta, al Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti ed ai responsabili regionali del Settore Protezione Civile, il cui oggetto era: “La situazione arrivi degli extracomunitari stagionali sul territorio di Rosarno”. Nella missiva, si fa presente «che gli interventi del Comune si appalesano del tutto insufficienti rispetto alla realtà degli arrivi», e si spiega inoltre che «la situazione di degrado all’interno di alcuni immobili del centro storico, occupati abusivamente, costituisce motivo di preoccupazione per eventuali tensioni con gli abitanti».
Risulta chiaro quanto la gestione di una simile emergenza sia difficilmente affrontabile per un comune dell’estremo sud Italia di appena 15mila abitanti, alle prese, tra l’altro, con tagli governativi di oltre un milione di euro ed una crisi agrumaria che pesa sulle teste di tutta la cittadinanza. «Noi stiamo facendo tutto il possibile – ha precisato la Tripodi, sottolineando che – nonostante non sia stato ancora erogato (da parte della Regione Calabria) il rimborso delle spese sostenute per il campo dello scorso anno, il comune ha già fatto fronte a tutte le spese, e non risultano esserci creditori».
Le spese per il Campo d’Accoglienza dello scorso anno, sono state saldate con la rimanenza di alcuni fondi stanziati dal Ministero, durante la gestione commissariale, per far fronte all’emergenza post “Scontri”. Mentre, per le spese relative al Campo 2011, l’amministrazione ha pensato bene di inserire, nel bilancio comunale, dei fondi necessari per arginare (in attesa di aiuti più cospicui) la consueta emergenza che, da oltre 20 anni, vede protagonisti i migranti africani giunti in città per la raccolta agrumaria.
Elisebetta Tripodi, dando sfogo al suo senso d’appartenenza alla Città di Rosarno, ha spiegato che «oggi si lascia Rosarno sola, in attesa che qualche evento di rilevanza mediatica dia il via ad interventi tampone da parte degli organi competenti». Questo modo di affrontare le emergenze mette in luce «il “totale fallimento delle leggi nazionali sull’immigrazione”, che, ahinoi, trascendono dagli interventi delle singole amministrazioni comunali». Bisogna quindi prendere atto che quello di Rosarno è un problema cronico, ed alla cronicità si risponde «con interventi concreti e duraturi, con percorsi burocratici di lungo periodo».
Il sindaco ha chiuso la conferenza assicurando che «per quanto attiene alle catapecchie pericolanti del centro, è già stata adottata una necessaria ordinanza di sgombero, mentre un altro ordine è stato reiterato nei confronti dei proprietari dell’ex fabbrica abbandonata (e priva di ogni norma igienico-sanitaria) vicino al fiume Mesima, divenuta punto di riferimento degli africani dopo l’abbattimento della ex Rognetta». Da ricordare che uno sgombero delle stesse aree era stato già attuato durante lo scorso inverno, quando e l'amministrazione si attivò per far entrare i ragazzi muniti dipermesso di soggiorno all’interno della struttura di contrada “Testa dell’Acqua”.
Francesco Comandè

martedì 6 dicembre 2011

Il “Campo migranti” di Rosarno aprirà prima di Natale


6 dicembre 2011

ROSARNO – La struttura d’accoglienza per immigrati regolari (senza alloggio) di contrada “Testa dell’Acqua”, stando alle notizie trapelate da palazzo “S. Giovanni”, sarà inaugurata prima delle feste natalizie. Per i ragazzi africani residenti a Rosarno  è quindi iniziato il countdown che darà l’opportunità ad 80 di loro (si potrebbe anche arrivare a 120, munendo ogni containers di un posto letto in più)  di avere un alloggio provvisto di tutti i requisiti igienico-sanitari previsti dalla legge.
Si tratta di un’esperienza già rodata durante la scorsa stagione, che, se ben gestita, servirà a far capire alla cittadinanza, che durante gli scontri del 2010 a mancare fu proprio la presenza di rappresentanti istituzionali democraticamente eletti, capaci, quindi, di riuscire a mediare tra le parti sociali entrate in rotta di collisione. Va infatti ricordato, che all’epoca il comune medmeo era guidato da una terna commissariale, coordinata dal prefetto Domenico Bagnato, a causa dello scioglimento del civico consesso per infiltrazioni mafiose del 2009.
L’attenzione risulta essere alta, anche perché il numero di migranti aumenta quotidianamente, e a tale crescita corrisponde una diminuzione dell’offerta lavorativa, coincidente con una crisi agrumaria senza precedenti. Tutto ciò ha richiamato l’attenzione di molte associazioni sia nazionali che locali preoccupate per le condizioni della popolazione migrante.
Nei giorni scorsi, oltre a Filippo Miraglia (responsabile nazionale Arci-Immigrazione) giunto a Rosarno per discutere del destino degli oltre 150 ragazzi che non riusciranno ad essere ospiti del campo d’accoglienza, si sono susseguite le visite sia di Fly Cigl, che di alcune associazioni di volontariato cittadine. Il primo cittadino ha inoltre ricevuto una  delegazione di ragazzi africani, con i quali è stato intavolato un dialogo tranquillo e costruttivo, dal quale, oltre a capire che da parte delle comunità africane (sia anglofone che francofone) c’è tutta la volontà di instaurare rapporti improntati sul rispetto delle regole, sono emersi importanti spunti di riflessione.
È importante sottolineare che nonostante le palesi difficoltà verso le quali ci si avvia, il clima che si respira per il centro storico non sembra essere diverso da quello a cui i rosarnesi sono stati abituati negli ultimi 20anni. Persino durante la raccolta delle domande di adesione al campo, avvenuta presso gli sportelli degli uffici comunali, che ha registrato oltre 250 richieste a fronte di 100 posti utili, la popolazione migrante ha dato prova di estrema educazione e pazienza, incrociando le dita in vista della (ingiusta) selezione che costringerà gli esclusi a rifugi di fortuna.
Proprio in virtù di ciò, il sindaco di Rosarno ha chiesto, durante un vertice in prefettura avvenuto nei giorni scorsi, una maggiore attenzione sulla questione, che, a causa dei grandi numeri, destinati tra l’altro ad aumentare, potrebbe diventare preoccupante. La Tripodi ha formalizzato le sue istanze sia in prefettura che alla regione facendo sapere che «non è giusto che tutto il peso debba ricadere solo ed esclusivamente sulle spalle dell’amministrazione e dei cittadini rosarnesi».
In merito a ciò, i circoli territoriali di Udc e Fli hanno chiesto delucidazioni, sottolineando il fatto che, per la riapertura della struttura temporanea, non è ancora prevenuta alcuna determinazione né da parte del Viminale né dalla Regione. Mentre l’amministrazione rosarnese ha pensato bene di mettere nel bilancio comunale alcuni fondi necessari per arginare la consueta emergenza annuale che vede protagonisti proprio i migranti.
Francesco Comandè

«La mia libertà è limitata, ma non mi arrendo»


Carolina Girasole è sindaco di Isola Capo Rizzuto dal 2008. Fra solitudine e determinazione continua a lottare per cambiare questo paese

Liberainformazione - «Non sono più tranquilla. Quando esco mi guardo sempre intorno, per vedere chi c’è. E di sera non vado mai da sola. La mia libertà è ormai limitata, me la autolimito perché non sono serena. Però vado avanti fino in fondo. Noi ci stiamo provando a cambiare questo paese». La voce di Carolina Girasole si incrina pronunciando queste ultime parole. Quarantotto anni, mamma di due ragazze, biologa, sindaco dal 2008 di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, splendida e famosa terra di vacanze, ma anche di una violenta e pervasiva ’ndrangheta. Comune sciolto per infiltrazione mafiosa. E poi è toccato a lei provare a cambiarlo. Con iniziative forti, dagli appalti, alle gestione dei beni confiscati. E sono cominciati gli attentati. Una lunga fila.

Così come ad altri due sindaci-donna calabresi, Maria Carmela Lanzetta, di Monasterace, e Elisabetta Tripodi, alla guida di Rosarno. «Credo che sia una reazione alla buona amministrazione che stiamo mettendo in campo – commenta la Girasole –. Ma anche perché le donne hanno un modo diverso di governare. Siamo più determinate degli uomini. E questo crea delle reazioni spropositate da parte di chi, in questa parte del Sud, il confronto con la donna non lo vuole fino in fondo. Pensano che una donna si possa spaventare di più». In fondo lei, e le sue colleghe, lo sanno che può succedere. Ma non fino a certi livelli. «Chi accetta di fare il sindaco di Isola Capo Rizzuto sicuramente sa che non avrà una vita semplice, soprattutto quando decidi di impostare l’attività amministrativa cambiando completamente le cose, dando delle regole, applicandole, senza fare eccezione per nessuno. Sai che è probabile che ti incendino la macchina, ma certo non pensi che la tua vita, e quella della tua famiglia, possa essere così denigrata, insultata, infangata. È qualcosa che non si può sopportare, mi creda...». Di nuovo l’emozione. Così ricorda la «macchina del fango che è stata messa in campo per minacciarmi e intimidirmi usando un blog anonimo con cui si dice di tutto e di più. Attacchi personali e non solo a me».

Nel dicembre 2010 il sindaco presenta una denuncia. Ma da allora non si è saputo nulla, anche perché il blog è registrato un Usa. «Non mi sento tutelata. Non chiedo di oscurarlo ma almeno di sapere chi c’è dietro. Perché devo avere la possibilità di difendermi ». Intanto gli attacchi continuano, giornalmente. E non solo quelli. «Mi seguono per vedere se faccio qualcosa di particolare...», confessa. Non sa ma capisce Carolina Girasole. «Ritengo che questo sistema venga utilizzato da alcune persone che non possono più gestire i propri interessi all’interno dell’amministrazione. Vogliono costringerci ad andare a casa». E non è tranquilla.

«La mia preoccupazione è che qualcuno, leggendo quel blog, pensi poi di venire ad ammazzarmi perché la colpa della sua condizione è mia. È già capitato che qualcuno sia venuto cercando di agire contro di me con violenza ». Una violenza verbale che arma altre mani... Ma quello che le fa più male è la solitudine. «Quando ti candidi per dare un tuo contributo al cambiamento del paese pensi di poter avere accanto tante persone che vogliono la stessa cosa. Così quando cercano di isolarti, attaccando anche chi ti difende, ti prende lo sconforto». Ma, ripete, «non sono una che molla facilmente, né io né i miei assessori. Sappiamo quello che abbiamo fatto e siamo certi di voler andare avanti».

venerdì 2 dicembre 2011

L'Amministrazione Comunale organizza la Prima Mostra Pomologica degli Agrumi



Troppi rischi, “Striscia” molla


Il papà del Gabibbo: Calabria difficile da raccontare. Scettici intellettuali, amministratori e giornalisti. La denuncia di Ricci: «Non trovo inviati». Le reazioni: «Attenti ai luoghi comuni»
30/11/2011 Giulia Veltri, Il Quotidiano della Calabria


il regista antonio ricci
CATANZARO- Calabria terra persa, Calabria terra di frontiera, difficile da raccontare e rischiosa, a tale punto che anche una trasmissionedi grido come “Striscia la notizia” non riesce a reperire un inviato? Ebbene sì, stando alle denunce pubbliche di Antonio Ricci, fondatore del programma che sbanca tutte le classifiche di ascolto, la Calabria non avrebbe molte chance di emancipazione e, di certo, non c’è speranza di vedere con frequenza da queste parti il faccione del Gabibbo. Ricci dalle colonne del quotidiano “Italia oggi”, proprio ieri, punta il dito contro la Calabria: «Non riesco a trovare una persona che si occupi di questa regione – queste le dichiarazioni del regista – perché la Calabria è un territorio paradossale per lavisione della legalità. Lì è pericoloso. A fare satira politica non si rischia nulla. Invece, se tratti con gente che per 300 euro ti brucia la macchina o ti dà il cacciavite nella giugulare, allora diventa duro e difficile». Insomma, la regione rischia di diventare marginale anche per una trasmissione la cui cifra è legata alla denuncia di sprechi, illegalità diffuse, opere incompiute e madornali trasgressioni. Proprio qui, insomma dove il “materiale” dalavoro abbonda, iltgsatirico fa un passo indietro. E’ cronaca il fatto che in più occasioni, inviati e troupe televisive si siano imbattute in spintoni, botte e minacce a tutti gli effetti. Basti, in ultimo l’assalto ai giornalisti delle Iene avvenuto qualche settimanada aIsolaCapo Rizzutonell’ambito di un’inchiesta sugli abusi edilizi. Ma è, poi, vero che la Calabria non voglia essere raccontata e che l’oggettiva emergenza legalitaria impedisca e disincentivi l’impegno e la denuncia? Cosa c’è di vero, insomma, nelle dichiarazioni di Ricci, provocatore per professione ma anche osservatore attento? «Ricci è una persona seria ed intelligente per cui non bisogna mai sottovalutare ciò che dice – afferma, ad esempio, Gianantonio Stella, tra le firmepiù prestigiosedelgiornalismo italiano, scrittore, oggi al Corriere della sera e conoscitore della calabresità in tutti i suoi aspetti – ed è vero, fra l’altro, che il tratto della diffidenza è tipico del calabrese. Detto questo, rimanendo fermo alla mia esperienza, posso dire di non avere mai incontrato difficoltàa muovermiin questa regione. L’impatto delle telecamere è ben diverso, però, da quello della carta stampata. La “plebe”, nel senso più antico del termine, conosce molto bene il Gabibbo, ma magari non sa chi siano Ezio Mauro o Eugenio Scalfari». Altolà ai luoghi comuni arriva da Silvio Gambino e Tonino Perna. Il primo, attuale direttore dellaScuola superiore di scienze della pubblica amministrazione all’Unical e già preside di Scienze politiche, invita Ricci alla cautela di giudizi, «non vorrei – dice – che la sua fosse una nota di colore, perché ci sono molti giovani calabresi oggi impegnati nel mondo dell’informazione, a testimonianza diun coraggio e di unaspinta legalitaria veri e diffusi. Non possiamo, poi, non negare che il rapporto con la giustizia e la legge rappresenti il grande nodo irrisolto di questa regione, che non può essere affrontato – però- con le sole provocazioni. Dire che denunciare è troppo rischioso rappresenta la via più breve per mollare la spugna ». Tonino Perna, invece, è docente di Sociologia a Messina e con i suoi modelli virtuosi ha raggiunto molti traguardi importanti, ad esempio da presidente del Parco dell’Aspromonte: «Le parole di Ricci – sostiene – contengono un elemento di verità e tratti da “luo – go comune”, perché è fuor di dubbio che la Calabria siauna terra borderline. La paura e l’omertà sono punti distintivi ma trovo la dichiarazione un po’ pretestuosa e intrisa di banalità. Porto a testimonianza delle mie ragioni il libro di Giuseppe Trimarchi, “Cala – bria ribelle”, di cui ho curato la prefazione e nel quale vengono raccontate storie di imprenditori e cittadini calabresi che hanno trovato il coraggio di denunciare. Senza contare, i casi di giornalisti calabresi intimiditi nell’esercizio della propria professione e che non per questo hanno smesso di lavorare». Chi con il coraggio della denuncia è costretta a misurarsi ogni giorno è Elisabetta Tripodi, sindaco di Rosarno, cuore della Piana di Gioia Tauro, più volte finita sull’altare della cronaca per le intimidazioni subite da amministratore: «E’ vero – afferma il sindaco – far rispettare la legge in Calabria costa sacrifici e tanta abnegazione ma non sono d’accordo con l’impostazione di Ricci, tutta piegata sulla visione di una Calabria persa, ormai irrecuperabile, regno indiscusso della negatività. Questa visione ammazza ogni germe di positività e di risveglio ».

giovedì 24 novembre 2011

Le donne, le cosche, il potere


29 novembre 2011
Reggio Calabria
Auditorium Nicola Calipari
Via Cardinale Portanova
Ore 9.00
Registrazione dei partecipanti
Ore 9.30
Presenta Silvia Vaccarezza Giornalista Tg2
Proiezione del video “Marisa Bellisario: icona di modernità”
Saluto Istituzionale Giuseppe Scopelliti Presidente Regione Calabria
Intervento introduttivo Lella Golfo Presidente Fondazione Marisa Bellisario, Parlamentare Pdl
Presentazione della ricerca L’altra metà della ‘ndrangheta
a cura di Alessandra Ghisleri AD Euromedia Research
Ore 12.30 Intervengono
Roberto Maroni
Francesco Nitto Palma
Ore 13.00 Premiazione degli studenti delle scuole coinvolte
Ore 11.00 Tavola Rotonda
Moderano
Francesco Guidara
Giornalista Class CNBC
Safiria Leccese
Giornalista Mediaset
Ne discutono
Paola Balducci
Avvocato penalista,
Professore di Diritto processuale penale
Università del Salento
Francesco Manganaro
Professore ordinario di Diritto amministrativo
Università Mediterranea di Reggio Calabria
Simonetta Matone
Vice Capo Dipartimento
Amministrazione penitenziaria
Stefano Mieli
Direttore Centrale per la vigilanza
bancaria e finanziaria Banca d’Italia
Maria Concetta Patti
Presidente Promuovi Italia
Giuseppe Pignatone
Procuratore della Repubblica
Tribunale di Reggio Calabria
Giusi Princi
Dirigente Scolastico Liceo Scientifico
“Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria
Elisabetta Tripodi
Sindaco di Rosarno, provincia di Reggio Calabria
con il patrocinio di
Regione Calabria
Provincia Reggio Calabria
Comune Reggio Calabria
Commissione Regionale
per le Pari Opportunità
della Calabria
Senato della Repubblica
Camera dei deputati
Presidenza del Consiglio
dei Ministri
Ministero della Gioventù
Ministero per le Pari Opportunità
Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
Ministero dell’Istruzione,
Università e Ricerca
Ministero dell’Interno
Ministero della Giustizia

domenica 20 novembre 2011

Rosarno: Inaugurata la nuova Guardia Medica

18 n0vembre 2011
Taglio del nastro: Tripodi e Squillacioti
ROSARNO – Alle 10:30 di stamattina, in presenza del direttore generale dell’Asp, Rosanna Squillacioti, accompagnata da Francesco Cananzi, capogruppo Pdl al Consiglio Provinciale, Francesco Sarica e Giuseppe Putortì, dello staff dirigenziale dell’Asp, è stato inaugurato, a Rosarno, il nuovo ambulatorio della Guardia Medica, collocato all’interno dei locali di piazza “Paolo Orsi” (ex mattatoio), situata al centro del rione “Pian delle Vigne”.
Nel settembre 2010, i locali della Guardia Medica, a causa di importanti infiltrazioni d’acqua che ne ostacolavano la regolare funzione, furono fatti «provvisoriamente» trasferire, dal commissario prefettizio Bagnato, presso la sede di via “Convento”, in una struttura comunale piena di barriere architettoniche che impedivano, di fatto, il regolare accesso alle cure sia ai disabili che ai cittadini colpiti da gravi malori.
La questione fu anche al centro di un botta e risposta tra il sindaco Tripodi ed una parte di minoranza, che, a luglio 2011, decretò, con un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica, all’Asp di Palmi, alla Tenenza dei Carabinieri, al Comando dei vigili Urbani ed al sindaco del comune di Rosarno, che i locali fossero «poco idonei e soggetti a problemi di natura igienico-sanitaria».
Fu lo stesso primo cittadino a spiegare, durante una conferenza stampa, di aver inoltrato da tempo regolare richiesta all’Asp «affinchè si potesse usufruire dei locali dell’ex mattatoio, auspicando, in alternativa, di poter avere il permesso di intervenire, a spese del comune, per il risanamento dei locali dell’Inam, non agibili a causa della mancata manutenzione (durante gli anni) da parte della stessa azienda sanitaria».
Tra le due alternative, i dirigenti sanitari hanno preferito la prima. I locali di “Pian delle Vigne” sono stati infatti attrezzati con fondi comunali e, da oggi, pronti per l’utilizzo. «Quella di oggi  - ha affermato la Squillacioti – è la prova palese che intraprendendo i giusti percorsi di collaborazione, le criticità sono facilmente superabili.  Quella avviata con il primo cittadino di Rosarno è una cooperazione che non si fermerà qui».
La dirigente generale dell’Asp, incalzata dalla stampa riguardo alle sorti dell’ospedale cittadino, mai entrato in funzione, ha spiegato che «tale struttura ospedaliera,  non essendo mai entrata in funzione, non è riconvertibile né è dato sapere, ad oggi, cosa se ne farà nell’immediato futuro. Una cosa è certa – ha proseguito la donna – qualora arrivassero dei fondi spendibili ci si dovrebbe ragionare assieme, onde evitare di creare altre cattedrali nel deserto».
Tripodi, Cananzi, Putortì, Squillacioti, Sarica
La Squillacioti ha fatto riferimento anche all’ospedale unico della Piana: «in una delibera emanata nei giorni scorsi abbiamo dato incarico al notaio di redigere l’atto del passaggio di proprietà del terreno dalla provincia all’Asp, questo è un fatto concreto che va al di la delle polemiche e degli sterili campanilismi. Stiamo semplicemente proseguendo su un percorso ereditato dalla giunta Loiero».
Molto soddisfatta Elisabetta Tripodi: «il nostro obiettivo era tutelare il diritto alla salute dei cittadini,  facendo squadra con l’Asp abbiamo raggiunto il traguardo. Abbiamo messo a disposizione, modificandoli a spese nostre, i locali che erano stati destinati al centro vaccinale, ritenendo più impellente dare una struttura idonea alla guardia medica».
Incalzata dalla stampa il sindaco ha  spiegato che «il tema dell’ ospedale rosarnese è spesso supportato da idee senza fondamento sia per la grave crisi, da tutti conosciuta, in cui versa l’Asp sia per il fatto che il presidio, mai aperto, versa in una condizione di assoluto degrado da almeno 45 anni e quindi vi è una oggettiva difficoltà operativa da parte del comune di poter affrontare i costi di una  struttura che anche se ci dovesse essere data in concessione sarebbe impossibile per noi gestire e riconvertire. Avendo deciso di puntare sulla concretezza abbiamo evitato di alimentare false speranze, se in futuro ci sarà la possibilità di utilizzare una parte dell’ospedale che ben venga».
Francesco Comandè